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	<title>Waiting for Valencia 2007</title>
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	<description>a blog for all those who can't wait along for circling</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 23:52:28 +0000</pubDate>
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		<title>Galata, il Museo del Mare</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 00:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
		
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	<dc:subject>history of sailing</dc:subject><dc:subject>history of sailing</dc:subject><dc:subject>museum</dc:subject>
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		<description><![CDATA[&#8230;.Una pausa per il pranzo sotto i portici di piazza Caricamento, e ci lanciamo verso Galata, il Museo del mare, ricavato da un antico magazzino che ne deve aver viste davvero di tutti i colori.

Questo è il posto che un appassionato del mare non deve perdere, ma devi entrarci col rispetto che si deve avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/62269147@N00/" title=""><img border="0" align="left" alt="" src="http://static.flickr.com/112/300428012_4c25b0a192_m.jpg" /></a>&#8230;.Una pausa per il pranzo sotto i portici di piazza Caricamento, e ci lanciamo verso Galata, il Museo del mare, ricavato da un antico magazzino che ne deve aver viste davvero di tutti i colori.<br/>
</p>
<p>Questo è il posto che un appassionato del mare non deve perdere, ma devi entrarci col rispetto che si deve avere nei templi consacrati della fatica,  dove si respira e si percepisce quanto doveva esser duro fino a non molto tempo fa vivere e lavorare in mare.<br/>
</p>
<p>Già dalla biglietteria entri e vedi un leudo genovese ricostruito, bello nuovo che è lì che ti aspetta come una hostess- Più  a destra c’è una vecchia barca da pesca a remi, che di anni potrebbe averne venti, cento o anche trecento, tanto è immobile la tecnologia delle semplici barche a remi, consumata dal sole e dalla fatica dei pescatori che ci hanno remato per generazioni.</p>
<p>Sala per sala,  si mostra, è utile dirlo, con materiali autentici e fedeli ricostruzioni a grandezza naturale l’evoluzione della marineria vista con l&#8217; occhio particolare  (ovvio) di Genova  che guarda la storia del suo porto, dei suoi marinai.</p>
<p>Particolarmente suggestiva è la riproduzione di una Galea, nave “Dulmen in Hostes” diremmo oggi, e di alcune sue condizioni di vita,. Sono ricostruiti gli “attimi” di vita alla postazione dei “galeotti”, incatenati a remare su panche di legno, la semplice cambusa di bordo, che comprendeva pesce o carne salata, (solo per i buonavoglia, nei giorni di festa) legumi e riso, il barile dell’acqua, incrostato di ogni tipo di muffa e quant’altro. Nelle parole di Antonio Guevara si lascia poco all&#8217;immaginaznione:<br/></p>
<blockquote><p>“E’ privilegio della galera, che tutti quelli che vi salgano debbano mangiare rozze gallette, a condizione che vi siano ornate di ragnatele, e che siano nere, verminose, dure, rosicchiate, malamente ammollate; e avverto il novello passeggero che, se non è abile dal toglierle velocemente dall’acqua avrà un pessimo cibo”</p>
<p>Antonio de Guevara “arte del navigare”   1539<br/>
</p>
</blockquote>
<p>Non che le condizioni igieniche fossero migliori:<br/></p>
<blockquote><p>“…e non meravigliarti, fratello passeggero, se a volte i topi ti hanno dato qualche morso mentre dormivi, perché io, mentre viaggiavo da Tunisi alla Sicilia, fui morso ad una gamba, e un’ altra volta ad un’ orecchia”<br/><br />
Antonio de Guevara “arte del navigare”  1539<br/>
</p></blockquote>
<p>Ma la vera grande paura dei marinai di allora era la “morte nera”, la peste, il cui veicolo erano proprio i topi, di cui erano piene le navi di allora. </p>
<p>Nel XVII secolo, Genova fu decimata dalla peste. Marinai e forzati  malati venivano ricoverati all’ospedale di Pammatone, o a quello degli Incurabili, in seguito venne armata una galea ospedale e fu organizzato un “ospedale della Darsena”.<br/>
</p>
<p>La galea “Dulmen in Hostes” venne terminata il 16 settembre 1622 nell’Arenale di Genova, destinata al pattugliamento dell’Alto Tirreno con base a Bonifacio impegnata contro i pirati barbareschi.<br/></p>
<p>La sua costruzione si protrasse per oltre un anno, occupando 27 mastri d’ascia, 10 garzoni, 18 calafati, oltre a remolai e intagliatori, il suo costo fu di circa 15000 lire.</p>
<p>La “Dulmen in Hostes” è stata ricostruita su ispirazione di un antico manoscritto conservato alla Biblioteca Civile Berio, adottando per quanto possibile metodi di lavorazione e materiali dell’epoca.<br/></p>
<p>Interessanti sono le antiche carte nautiche, disegnate  a mano, di varie epoche, antichi sestanti, modellini di barche, e navi.</p>
<p>Al piano superiore, la parte forse più suggestiva, e cioè la marineria dell’800 e inizio ‘900. troviamo la ricostruzione di un intero brigantino, con allestita al suo interno, la cabina del comandante e la cambusa, la stanza della tempesta, dove si racconta dell’avventura di un equipaggio di un “brick” (brigantino) che fece naufragio lungo la rotta per l’Argentina, si salvarono tutti su di una scialuppa uguale a quella presente nella sala, dove sopravvissero per 25 giorni, per essere alla fine salvati da una nave inglese. </p>
<p>La scialuppa è circondata da uno schermo a 180° su cui tre proiettori simulano calma di vento e progressivi gradi di burrasca fino ad arrivare a tempesta notturna.</p>
<p>Nell’ultima sala di questo piano vi si trova la ricostruzione di un cantiere del primo 900, dalla stanza del direttore del cantiere dove si stipulava il contratto tra armatore e costruttore; la sala dei progettisti, dove la nave veniva impostata; la sala a tracciare, un grande capannone col pavimento in legno dove le proporzioni della nave venivano disegnate in scala reale, l’officina del fabbro, ed infine il cantiere, posizionato in spiaggia dove si costruiva la nave.</p>
<p>Inutile dire che in tutte le fasi che racconto, sono stati usati materiali originali, d’epoca, come le macchine utensili dell’officina, acquistate usate a Lipsia negli anni ’20 ma adoperate fino al 1995!</p>
<p> Immaginate quante generazioni di barche e uomini sono “passate” sotto queste macchine!</p>
<p>E’ presente anche una sezione archeologica, dove è stato riprodotto il ritrovamento del carico di vasellame di un antico leudo affondato ad un miglio e mezzo dalla costa.</p>
<p>All’ultimo piano le glorie e miserie della marineria italiana, l’epoca dei grandi transatlantici, con i loro record (il nastro azzurro, conquistato dal REX, una delle più belle navi di tutti i tempi) i loro sontuosi arredi dei più famosi architetti e mobilieri dell’epoca, Coppedè su tutti.</p>
<p>Il motto degli armatori era che i loro passeggeri dovevano viaggiare non solo sul mare, ma nel tempo, e quindi i saloni e le feste erano a tema, riproducendo vari periodi storici come il barocco, il rinascimento, l’impero romano ecc…. <br/><br />
<br/></p>
<p>Finisce qui la sga di Fabio appassinato di mare  e &#8220;galeotto&#8221; per un giorno. Grazie Fabio e ala prossima ospitata. Ciao ciao. </p>
<p>Andateci: <a href="http://www.galatamuseodelmare.it/Default.htm">http://www.galatamuseodelmare.it</a><br/>
</p>
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		<title>L&#8217;Acquario di Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2006 15:09:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua il reportage di Fabio. Impressioni 

Genova: visita all’Acquario ed a Galata, il Museo del mare
	
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Difficile
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finestra su mari di casa nostra e lontani Oceani, dove un piccolo
campione dei suoi abitanti ti fa immaginare quanto meravigliosi
debbano essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il reportage di Fabio. Impressioni <br/>
</p>
<p><META content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE" /><TITLE>Genova: visita all’Acquario ed a Galata, il Museo del mare</TITLE><META content="OpenOffice.org 2.0  (Linux)" name="GENERATOR" /><META content="FABIO" name="AUTHOR" /><META content="20061104;10240000" name="CREATED" /><META content="FABIO" name="CHANGEDBY" /><META content="20061104;10240000" name="CHANGED" /></p>
<p>	<STYLE type="text/css"><br />
	&lt;!&#8211;<br />
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		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
	&#8211;&gt;<br />
	</STYLE></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><FONT size="2"><FONT face="Arial, sans-serif">Difficile<br />
descrivere l’acquario con parole originali, se non come una<br />
finestra su mari di casa nostra e lontani Oceani, dove un piccolo<br />
campione dei suoi abitanti ti fa immaginare quanto meravigliosi<br />
debbano essere quei posti.</FONT></FONT></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><FONT size="2"><FONT face="Arial, sans-serif">Grande<br />
eccitazione si può vedere presso le vasche dei pinguini e<br />
degli squali, i primi per l’innata simpatia che suscitano, per gli ultimi, invece, brividi come è facile immaginare. Un cartello sulla<br />
loro vasca ricorda che lo squalo è un pesce e non un mostro,<br />
come certa letteratura scontata vuole farci credere ma l&#8217;occhio fisso che ti scruta a qualce centimetro fa sempre il suo bell&#8217;effetto.<br/><br />
</FONT></FONT></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><FONT size="2"><FONT face="Arial, sans-serif">Una<br />
sorpresa è stata la vasca delle razze, specie poco conosciuta,<br />
di cui non immaginavo minimamente la grande socialità,<br />
venivano a bordo vasca a farsi accarezzare come cagnolini,  ma il<br />
vero delirio si vive presso le vasche dei delfini, due bei esemplari<br />
di tursiope di cui uno credo sia nato proprio lì, addirittura<br />
con un parto in diretta TV.</FONT></FONT></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><FONT size="2"><FONT face="Arial, sans-serif">L&#8217;acquario è comunque esteso e affollato e purtroppo la fretta non permette di visitarlo con la calma dovuta. con l&#8217;aiuto dei suoi diffusi lungo il percorso ci si può comunque immergere in una suggestiva epsrienza che accende la voglia di subacquea.</FONT></FONT></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><FONT size="2"><FONT face="Arial, sans-serif">Una<br />
pausa per il pranzo sotto i portici di piazza Caricamento, e ci<br />
lanciamo verso Galata, il Museo del mare, ricavato da un antico<br />
magazzino che ne deve aver viste davvero di tutti i colori.</FONT></FONT></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><FONT size="2"><FONT face="Arial, sans-serif"><br/><br />
</FONT></FONT></p>
</p>
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		<title>Genova note di viaggio di Fabio. Con Fabrizio De Andrè sullo sfondo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2006 11:18:58 +0000</pubDate>
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	<dc:subject>history of sailing</dc:subject>
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		<description><![CDATA[
Chi scrive di solito su W4V è Genovese ed è lieto di ospitare un lungo reportage di unweek end a Genova di un boun amico, Fabio, anche lui di nome ma nato a Roma,  che con la sua famigliola è stato a visitare la Superba,  l&#8217;Acquario e il museo del mare. 
Questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="5" align="left" src="images/Genova.jpg" />
<p>Chi scrive di solito su W4V è Genovese ed è lieto di ospitare un lungo reportage di unweek end a Genova di un boun amico, Fabio, anche lui di nome ma nato a Roma,  che con la sua famigliola è stato a visitare la Superba,  l&#8217;Acquario e il museo del mare. </p>
<p>Questo è il primo di una serie di tre post bellissimi. <br/>
</p>
<p>E&#8217; bello vedere come persone curioese, intelligenti e con la passione per il mare sappiano raccontare una città difficile come Genova. Grazie Fabio e torna più spesso a scrivere su W4V. ciao <br/>
</p>
<blockquote>
<p>Zena ci accoglie in quest’ultimo lunedì d’ottobre con una splendida giornata di sole, calda, anche se decisamente  fuori stagione, pensate che dal treno abbiamo visto la gente tranquillamente sdraiata al sole ad alcuni a fare il bagno…</p>
<p>Appena fuori dalla stazione di Piazza del Principe, prendiamo via Andrea Doria costeggiando la parte vecchia della città, dirigendo verso la zona del porto dove abbiamo prenotato il nostro Bed &amp; Breakfast di fronte alla stazione marittima, buona vista del porto, se non fosse per la “sopraelevata” che ti rovina un po’ l’idea di città marinara, riportandola verso una dimensione un po’ più “romana” se mi passate il termine.<br/><br />
<br/><br />
La nostra visita comincia alla parte vecchia di Genova, i “carruggi” ci immergiano nel “suk” di via Prè, con le sue botteghe multietniche, colorate di varia umanità proveniente un po’ da tutti i continenti, come si conviene ad una Repubblica Marinara; arrivati a Porta Vacca (Porca Vacca, chi non ci ha mai pensato?) proseguiamo per via del Campo, e lì è presente in mezzo alle sue puttane, l’ombra di Fabrizio de Andrè, viva, presente, come se fosse ancora lì, seduto all’osteria con gli amici a farsi un “gotto” anziché al suo posto nel Paradiso degli artisti; il negozio di strumenti  musicali del suo amico ha una  sua foto in vetrina insieme al testo di una delle sue opere più suggestive “La Creuza de Mà” e manda in continuazione i suoi pezzi più belli, come fai a non fermarti un attimo? <br/>
</p>
<p>Si continua sotto i portici di via Gramsci, dove ci sono ancora qualcuna delle vecchie “buteghe” dove si vendono articoli per la nautica e antiche friggitorie che vendono i pinugi, gianchetto de Portufìn, farinate di ceci e pesto “nostra produzione” che mi riportano ancora una volta alla “Creuza de Mà”……..<br/><br />
Arrivati a piazza Caricamento, devi un po’ far lavorare la fantasia, immagina di cancellare la sopraelevata,    il traffico, vai a immaginare come doveva essere il porto vecchio un secolo fa, con i bastimenti a vapore e le navi a vela, cordami e reti accatastati sul molo, via vai dei camalli e gli odori del mare e del porto, che a dire il vero la puzza e la confusione del traffico moderno non è ancora riuscita a sopraffare.</p>
<p>Ora siamo all’Acquario, una delle maggiori attrazioni di Genova, moderno, ben curato, giustamente  pieno di bambini, sia delle scuole Genovesi che turisti, ed è proprio da qui che deve partire una nuova classe di cittadini, che prenda coscienza dell’ecosistema terrestre perché di Pianeta ce n’è uno solo, e poveri e ricchi siamo tutti sulla stessa barca…….</p>
</blockquote>
<p>Domani al Puntata sull&#8217;acquario</p>
<p>Testo e Foto di Fabio Angeletti<br/>
</p>
<p><!-- technorati tags begin --><br />
<p style="font-size:10px;text-align:right;">technorati tags:<a href="http://technorati.com/tag/Genova" rel="tag">Genova</a></p>
<p><!-- technorati tags end --><br />
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		<title>I nodi in barca</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Sep 2006 23:38:00 +0000</pubDate>
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	<dc:subject>history of sailing</dc:subject>
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		<description><![CDATA[Sono impegnatissimo, in questi giorni e non riesco a seguire il rutilante mondo della vela. Due righe solo per gridare allo scandalo. Il 10 sono finiti i campionati italiani di Hobiecat 16 e non ho trovato ancora una riga, dico una sull&#8217;evento. Roba da pazzi. Non ho potuto andare a formia ma nei prossimi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono impegnatissimo, in questi giorni e non riesco a seguire il rutilante mondo della vela. <br />Due righe solo per gridare allo scandalo. Il 10 sono finiti i campionati italiani di Hobiecat 16 e non ho trovato ancora una riga, dico una sull&#8217;evento. Roba da pazzi. Non ho potuto andare a formia ma nei prossimi giorni cefcherò di contattare Matteo Nicolucci, campione in carica per due anni di fila e&nbsp; che cercava di fare il tris.<br />Intanto, cambiamo argomento e veniamo ai nodi. <br />Se volete impare velocemente a farli vi consiglio quello che forse è il prodotto migliore che abbia mai visto in materia: <a href="http://www.ropeworks.biz/text04/example/cloveLO-G-G.html">CLOVE HITCH (LOOP)G)</a></p>
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		<title>Is Morus! Is Morus</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Aug 2006 10:34:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono tornato a Roma e W4V torna alla normalità. Prima di ricominciare con la vela in senso stretto però voglio dedicare l&#8217;ultimo post alla terra che mi ha ospitato nell&#8217;ultimo mese e che chiunque ama il mare non può sentire anche un pò sua: la Sardegna.
Is Morus!.. Is Morus!..era il grido che si levava dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornato a Roma e W4V torna alla normalità. Prima di ricominciare con la vela in senso stretto però voglio dedicare l&#8217;ultimo post alla terra che mi ha ospitato nell&#8217;ultimo mese e che chiunque ama il mare non può sentire anche un pò sua: la Sardegna.</p>
<p>Is Morus!.. Is Morus!..era il grido che si levava dalla Fortezza Vecchia di Villasimius e dalle torri tutt&#8217;intorno quando avvistavano navi pirata moresche.</p>
<p><a href="http://www.waitingvalencia.com/images/115472297920.jpg"><img src="http://www.waitingvalencia.com/images/115472297920_tn.jpg" style="DISPLAY: inline; FLOAT: left; WIDTH: 200px; HEIGHT: 150px" title="Foto(006).jpg" height="150" width="200" alt="Foto(006).jpg" border="0" id="115472297920.jpg"/></a><a href="http://www.waitingvalencia.com/images/115472348448.jpg"><img src="http://www.waitingvalencia.com/images/115472348448_tn.jpg" style="DISPLAY: inline; FLOAT: right; WIDTH: 200px; HEIGHT: 106px" title="fv.jpg" height="106" width="200" alt="fv.jpg" border="0" id="115472348448.jpg"/></a>In questi mesi estivi nella Fortezza è allestita una mini mostra dedicata alla pirateria e al sistema di torri che in epoca Aragonese serviva alla difesa di quel braccio di mare compreso tra il paese, L&#8217;isola dei Cavoli (a destra) e l&#8217;isola della Serpentara (a sinistra). Nello stesso braccio di mare ci sono i resti del carido di un galeone aragonese del XV secolo (oltre al relitto di una nave della seconda guerra mondiale).</p>
<p>La fortezza era al centro di un sistema di guardia costituito da diverse torri di diverva grandezza dislocate lungo la costa e sulle isole che fanno la rada del porto di Villasimius un teatro fantastico.</p>
<p>C&#8217;erano le torri Gagliarde le più grandi che ospitavano più persone di guardia (mai più di dieci comunque), le Senzillas di media dimensione e le Torrezzillas, quelle più piccole.</p>
<p>Il sistema è composto dalle torri di Cala Pira, Carbonaia, Serpentara, dei Cavoli, Cala Caterina e Capo Boy e oggi fanno da guardia <a href="http://www.ampcapocarbonara.it/dovesiamo.htm">all&#8217;area marina protetta di Capo Carbonara.</a></p>
<p>Per chi ama le immersioni un luogo ideale per passare le vacanze. Nei prossimi giorni vedrò di mettere on line un tour su google hearth. Ciao Sardegna <br/></p>
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		<title>Gli Shardana - popoli del mare</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 23:37:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi sono sempre chiesto come mai in Sardegna non ci fossero nascosti ad ogni angolo segni di una grande tradizione marinaresca. Per un isola che è la patria del mare e la casa del vento mi sarei aspettato che così fosse. In Liguria dalla quale provengo, il mare è dappertutto, scolpito sulle facce della gente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono sempre chiesto come mai in Sardegna non ci fossero nascosti ad ogni angolo segni di una grande tradizione marinaresca. Per un isola che è la patria del mare e la casa del vento mi sarei aspettato che così fosse. In Liguria dalla quale provengo, il mare è dappertutto, scolpito sulle facce della gente, calatafato nei gozzi appoggiati sulle spiagge, ridossato tra le parole del dialetto, incastonato nel marmo delle chiese. Della Sardegna e della sua storia si conosce invice la cultura della terra, coltivata in superficie, scavata nelle viscere. Eppure un tempo della marineria sarda c&#8217;è stato, se ne sono solo perse le tracce in un tempo lontano, pre nuragico.</p>
<p>In quel tempo frugano gli archeologi e i semplici appassionati. Gian giacomo Pisu è un giovane comandante di navi mercantili, il più giovane comandante in Italia per la precisione, lo è diventato a soli 27 anni e oggi ne ha 34 se non sbaglio.</p>
<p>Oltre a navigare per mare naviga nel tempo e ha scritto un paio di libri interessanti dedicati alle origini della marineria sarda. Non è un archeologo e talvolta pecca nel metodo e nell&#8217;enstusiasmo con con cui tira conclusioni ma il suo lavoro è molto interessante e sopratutto unico nel suo genere.</p>
<p>Che i sardi nell&#8217;epoca del bronzo antico navigassero è un dato assodato per l&#8217;accademia archologica, Pisu però sostiene una tesi più forte e suggestiva. I Sardi sarebbero il più noto popolo del mare conosciuto nell&#8217;epoca della protostoria: gli Shardana, guerrieri navigatori le cui tracce si trovano nell&#8217;antico Egitto, talvolta al servizio dei faraoni talvolta in guerra con loro, e sparse in tutto il mediterraneo, fino addirittura all&#8217;Africa Equatoriale e secondo lui anche in Nord Europa.</p>
<p>Gli Shardana possedevano conoscenze di ingegneria navale tali da farne una flotta in grado di controllare i traffici nel mediterraneo fin dall&#8217;era pre nuragica, conoscevano la vela latina ed erano in grado quindi di risalire i venti e non solo di navigare di slancio. Questo è un dato assodato dall&#8217;archeologia. Secondo Pisu, gli Shardana erano Sardi. Le tesitmonianze starebbero, oltre che nell&#8217;evidenza delle radici comuni nel nome, in ritrovamenti in Sardegna di navicelle votive, in alcuni graffiti ritrovati in Egitto e sparsi per le coste del mediterraneo e nel ritrovamento di diversi reperti nuragici in Grecia, Sicilia, Tunisia e diverse altre zone del mediterraneo. Pisu ribalta il punto di vista comune che fa della Sardegna terra predata per la sua posizione strategica e per lesue risorse minerarie, trasformandola in potenza commerciale in un&#8217;epoca antecendente la storia antica.</p>
<p>Pisu ha studiato e le correnti principali del mediterraneo che in relazione ai venti dominanti farebbero della Sardegna Occidentale il porto ideale dal quale partire e ritornare dopo un periplo del mediterraneo che ha toccato il nord Africa, il Libano, La Gracia, La sicilia, Le coste Laziali e Toscane, La Corsica. I porti nuragici dell&#8217;Oristanese e della Costa sud Orientale della Sardegna ad est e ad ovest di Calgiari sono tangenziali a queste correnti ed in alcuni di questi si sarebbero trovate tracce di nauraghi marittimi. Alcune tra le famose torri presenti in Sardegna, avrebbero avuto la funzione di faro, il nome stesso significa casa del fuoco, il che farebbe pensare proprio a questo impiego. Nei pressi della Città di Nure non lontano da Porto Torres nella parde NW della Sardegna, e precisamente a Cala Del Vino, oltre al già censito Nuraghe del Vino, un amico di Pisu ne ha rinvenuto un&#8217;altro allineato con questo sulla direttrice sud-ovest, che spacca in due la baia. Tenuto conto che dall&#8217;epoca in cui sarebbero stati edificati i nuraghe ad oggi il livello del mare si è alzato di 2,5 mt, Pisu ne deduce che si tratta di un vero e proprio sistema per permettere alle navi dell&#8217;epoca di entrare in sicurezza nella baia, protetta, inoltre, da una secca, oggi a mezzo metro di profondità e che allora doveva essere alta due metri sul livello del mare proteggendo la baia dal maestrale. Questa è tra tutte le argomentazioni portate dal Pisu la più interesante e circostanziata, tanto che l&#8217;autore l&#8217;ha approfondita in un secondo libro che mi riprometto di leggere.</p>
<p>Anche se non prova il collegamento tra i Sardi e gli Shardana, che la Sardegna comunque abbia una marineria antica e di prestigio, questo si.</p>
<p>In breve tutto che quello che fino ad oggi è romano, fenicio, punico in sardegna avrebbe le sue origini nel periodo della marineria pre - nuragica e nuragica, solo che più si va indietro nel tempo più le tracce diventano difficili da segure e i nessi di causa ed effetto sfumano in suggestioni e leggende.</p>
<p>Certo, riuscire a provare che gli Shardana fossero effettivamente popoli sardi darebbe quello slancio in più alla storia dell&#8217;isola, conferendogli un alone di mito. In questo Pisu dimostra di conoscere bene anche le regole di quello che io chiamo marketing archeologico. Shardana sarebbe un marchio ideale per &#8220;vendere&#8221; al mondo una storia e una tradizione marinaresca millenaria e trasformare i sardi da pastori e contadini in popolo del mare e guerriero. Il carattere ce l&#8217;hanno sicuramente e tanto basta.</p>
<p>Il libro, comunque è interessantissimo sotto diversi aspetti. Contiene un sacco di notizie sul paesaggio marino della Sardegna sui suoi venti, e sulle tradizioni marinaresche del mediterraneo.</p>
<p>Gian Giacomo Pisu, La Flotta Shardana, storia, tecnica, mito e rotte, i Saggi, PTM Editrice, 2004 <a href="mailto:info@ptmeditrice.com">info@ptmeditrice.com</a></p>
<p>  <br/><br />
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		<title>L&#8217;occhio sul mare</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2006 20:59:25 +0000</pubDate>
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	<dc:subject>history of sailing</dc:subject>
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		<description><![CDATA[Il mare è tante cose. Risorsa naturale, commercio, culla di culture, gioco e sport, poesia e letteratura, vita, morte, storia, senso di libertà, scoperta, arte, artigianato, scienza e ogni oggetto o soggetto che lo solca può cogliere in qualsiasi istante tutto questo nel breve tempo che separa l&#8217;ascesa sulla cresta di un&#8217;onda e la discesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mare è tante cose. Risorsa naturale, commercio, culla di culture, gioco e sport, poesia e letteratura, vita, morte, storia, senso di libertà, scoperta, arte, artigianato, scienza e ogni oggetto o soggetto che lo solca può cogliere in qualsiasi istante tutto questo nel breve tempo che separa l&#8217;ascesa sulla cresta di un&#8217;onda e la discesa nel cavo.</p>
<p>Il mare è soprattutto immaginario. Il mare è anche immagine. Per questo ho chiesto a Paolo Paolucci, il fotografo le cui foto spesso appaiono su W4V di scrivere qualcosa sui fotografi e il mare.</p>
<p>Detto fatto ecco una prima carrellata di nomi e storie su chi il mare lo guarda da dietro un obiettivo per darci immagini straordinarie e alimentare l&#8217;immaginario fantastico che riposa nel mare.</p>
<p>  <br/><br />
<blockquote>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">allora&#8230;&#8230;parlare di fotografia e vela e&#8217; qualcosa di veramente eccitante per me, significa abbinare le mie due piu&#8217; grandi passioni: fare foto e il mare.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Per quanto mi riguarda, prima e&#8217; venuta la grande voglia di mare, per me che sono nato praticamente sul mare. Dopo si e&#8217; abbinata alla fotografia.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">In questo campo ci sono dei professionisti con la &#8220;p&#8221; maiuscola che hanno ripreso e scoperto gli eventi di maggior rilievo della vela mondiale.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Fotografi che hanno fatto conoscere al grande pubblico uno sport fino a poco tempo fa&#8217; per pochi. Fra questi c&#8217;e&#8217; Franco Pace: calendari, quadri, foto spettacolari riprese dall&#8217;alto, delle vere opere d&#8217;arte.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">La nota rivista di vela &#8220;Bolina&#8221; gli dedica la copertina ogni mese, ormai da tempo.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Un&#8217; altro importante fotografo e&#8217; Carlo Borlenghi, famoso in tutto il mondo per le splendide immagini, riesce a realizzare scatti originali cogliendo sempre nuovi punti di vista.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">e&#8217; anche uno dei fondatori della nota agenzia fotografica sea&amp;see specializzata nella distribuzione di foto di sport acquatici e specialmente di vela.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Non c&#8217;e&#8217; evento al mondo che sea&amp;see non copra, dalla Sidney/Hobart alla Coppa America. Tutti i migliori fotografi di vela sono rappresentati dall&#8217;agenzia fotografica di milano.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Tra questi si fa notare anche Nico Martinez, altro fotografo dai grandi numeri per la vela. Oltre ai mostri sacri val la pena</span> <span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">parlare di qualche fotografo emergente che agli occhi del grande pubblico non e&#8217; ancora conosciuto ma lo sara&#8217; fra breve.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Stefania Pilan è <span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">una di questi.</span> Giovane fotografa con la passione per la vela. M</span><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">embro dell&#8217;equipaggio di uno swan, alle drizze con il tempo e&#8217; passata dietro la macchina fotografica lavorando per il Giornale della Vela. C</span><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">orre in lungo e in largo per l&#8217;Italia e non solo ed è riconosciuta da tutti come ottima professionista. Copre ogni tipo di evento velico senza dimenticare la sua passione di velista.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Ha intervistato noti velisti mondiali tra cui Russel Coutts, vincitore tre volte della Coppa Amerca, tra cui l&#8217;ultima e medaglia d&#8217;oro alle Olimpiadi.</span><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT"><o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">Per ora vi lascio qui&#8230;&#8230;piu&#8217; avanti vi parlero&#8217; di altri grandi.<o:p/></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT">saluti a tutti <o:p/></span></p>
<p> <span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: 'Courier New'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Paolo Paolucci</span></p></blockquote>
<p class="zoundry_bw_tags">  <!-- Tag links generated by Zoundry Blog Writer. Do not manually edit. http://www.zoundry.com -->  <span class="ztags"><span class="ztagspace">Technorati</span> : <a href="http://technorati.com/tag/photography" class="ztag" rel="tag">photography</a>, <a href="http://technorati.com/tag/sailing" class="ztag" rel="tag">sailing</a></span> </p>
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		<title>Vele Latine a Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2006 23:44:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[leggete la cronaca di questa regata. http://www.bymnews.com/new/content/view/30583/50/.
  
Domani parleremo di gozzi
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			<content:encoded><![CDATA[<p>leggete la cronaca di questa regata. <a href="http://www.bymnews.com/new/content/view/30583/50/">http://www.bymnews.com/new/content/view/30583/50/</a>.</p>
<p>  <br/>
<p>Domani parleremo di gozzi</p>
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