Genova note di viaggio di Fabio. Con Fabrizio De Andrè sullo sfondo




Chi scrive di solito su W4V è Genovese ed è lieto di ospitare un lungo reportage di unweek end a Genova di un boun amico, Fabio, anche lui di nome ma nato a Roma, che con la sua famigliola è stato a visitare la Superba, l’Acquario e il museo del mare.

Questo è il primo di una serie di tre post bellissimi.

E’ bello vedere come persone curioese, intelligenti e con la passione per il mare sappiano raccontare una città difficile come Genova. Grazie Fabio e torna più spesso a scrivere su W4V. ciao

Zena ci accoglie in quest’ultimo lunedì d’ottobre con una splendida giornata di sole, calda, anche se decisamente fuori stagione, pensate che dal treno abbiamo visto la gente tranquillamente sdraiata al sole ad alcuni a fare il bagno…

Appena fuori dalla stazione di Piazza del Principe, prendiamo via Andrea Doria costeggiando la parte vecchia della città, dirigendo verso la zona del porto dove abbiamo prenotato il nostro Bed & Breakfast di fronte alla stazione marittima, buona vista del porto, se non fosse per la “sopraelevata” che ti rovina un po’ l’idea di città marinara, riportandola verso una dimensione un po’ più “romana” se mi passate il termine.



La nostra visita comincia alla parte vecchia di Genova, i “carruggi” ci immergiano nel “suk” di via Prè, con le sue botteghe multietniche, colorate di varia umanità proveniente un po’ da tutti i continenti, come si conviene ad una Repubblica Marinara; arrivati a Porta Vacca (Porca Vacca, chi non ci ha mai pensato?) proseguiamo per via del Campo, e lì è presente in mezzo alle sue puttane, l’ombra di Fabrizio de Andrè, viva, presente, come se fosse ancora lì, seduto all’osteria con gli amici a farsi un “gotto” anziché al suo posto nel Paradiso degli artisti; il negozio di strumenti musicali del suo amico ha una sua foto in vetrina insieme al testo di una delle sue opere più suggestive “La Creuza de Mà” e manda in continuazione i suoi pezzi più belli, come fai a non fermarti un attimo?

Si continua sotto i portici di via Gramsci, dove ci sono ancora qualcuna delle vecchie “buteghe” dove si vendono articoli per la nautica e antiche friggitorie che vendono i pinugi, gianchetto de Portufìn, farinate di ceci e pesto “nostra produzione” che mi riportano ancora una volta alla “Creuza de Mà”……..

Arrivati a piazza Caricamento, devi un po’ far lavorare la fantasia, immagina di cancellare la sopraelevata, il traffico, vai a immaginare come doveva essere il porto vecchio un secolo fa, con i bastimenti a vapore e le navi a vela, cordami e reti accatastati sul molo, via vai dei camalli e gli odori del mare e del porto, che a dire il vero la puzza e la confusione del traffico moderno non è ancora riuscita a sopraffare.

Ora siamo all’Acquario, una delle maggiori attrazioni di Genova, moderno, ben curato, giustamente pieno di bambini, sia delle scuole Genovesi che turisti, ed è proprio da qui che deve partire una nuova classe di cittadini, che prenda coscienza dell’ecosistema terrestre perché di Pianeta ce n’è uno solo, e poveri e ricchi siamo tutti sulla stessa barca…….

Domani al Puntata sull’acquario

Testo e Foto di Fabio Angeletti


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