Gli Shardana - popoli del mare




Mi sono sempre chiesto come mai in Sardegna non ci fossero nascosti ad ogni angolo segni di una grande tradizione marinaresca. Per un isola che è la patria del mare e la casa del vento mi sarei aspettato che così fosse. In Liguria dalla quale provengo, il mare è dappertutto, scolpito sulle facce della gente, calatafato nei gozzi appoggiati sulle spiagge, ridossato tra le parole del dialetto, incastonato nel marmo delle chiese. Della Sardegna e della sua storia si conosce invice la cultura della terra, coltivata in superficie, scavata nelle viscere. Eppure un tempo della marineria sarda c’è stato, se ne sono solo perse le tracce in un tempo lontano, pre nuragico.

In quel tempo frugano gli archeologi e i semplici appassionati. Gian giacomo Pisu è un giovane comandante di navi mercantili, il più giovane comandante in Italia per la precisione, lo è diventato a soli 27 anni e oggi ne ha 34 se non sbaglio.

Oltre a navigare per mare naviga nel tempo e ha scritto un paio di libri interessanti dedicati alle origini della marineria sarda. Non è un archeologo e talvolta pecca nel metodo e nell’enstusiasmo con con cui tira conclusioni ma il suo lavoro è molto interessante e sopratutto unico nel suo genere.

Che i sardi nell’epoca del bronzo antico navigassero è un dato assodato per l’accademia archologica, Pisu però sostiene una tesi più forte e suggestiva. I Sardi sarebbero il più noto popolo del mare conosciuto nell’epoca della protostoria: gli Shardana, guerrieri navigatori le cui tracce si trovano nell’antico Egitto, talvolta al servizio dei faraoni talvolta in guerra con loro, e sparse in tutto il mediterraneo, fino addirittura all’Africa Equatoriale e secondo lui anche in Nord Europa.

Gli Shardana possedevano conoscenze di ingegneria navale tali da farne una flotta in grado di controllare i traffici nel mediterraneo fin dall’era pre nuragica, conoscevano la vela latina ed erano in grado quindi di risalire i venti e non solo di navigare di slancio. Questo è un dato assodato dall’archeologia. Secondo Pisu, gli Shardana erano Sardi. Le tesitmonianze starebbero, oltre che nell’evidenza delle radici comuni nel nome, in ritrovamenti in Sardegna di navicelle votive, in alcuni graffiti ritrovati in Egitto e sparsi per le coste del mediterraneo e nel ritrovamento di diversi reperti nuragici in Grecia, Sicilia, Tunisia e diverse altre zone del mediterraneo. Pisu ribalta il punto di vista comune che fa della Sardegna terra predata per la sua posizione strategica e per lesue risorse minerarie, trasformandola in potenza commerciale in un’epoca antecendente la storia antica.

Pisu ha studiato e le correnti principali del mediterraneo che in relazione ai venti dominanti farebbero della Sardegna Occidentale il porto ideale dal quale partire e ritornare dopo un periplo del mediterraneo che ha toccato il nord Africa, il Libano, La Gracia, La sicilia, Le coste Laziali e Toscane, La Corsica. I porti nuragici dell’Oristanese e della Costa sud Orientale della Sardegna ad est e ad ovest di Calgiari sono tangenziali a queste correnti ed in alcuni di questi si sarebbero trovate tracce di nauraghi marittimi. Alcune tra le famose torri presenti in Sardegna, avrebbero avuto la funzione di faro, il nome stesso significa casa del fuoco, il che farebbe pensare proprio a questo impiego. Nei pressi della Città di Nure non lontano da Porto Torres nella parde NW della Sardegna, e precisamente a Cala Del Vino, oltre al già censito Nuraghe del Vino, un amico di Pisu ne ha rinvenuto un’altro allineato con questo sulla direttrice sud-ovest, che spacca in due la baia. Tenuto conto che dall’epoca in cui sarebbero stati edificati i nuraghe ad oggi il livello del mare si è alzato di 2,5 mt, Pisu ne deduce che si tratta di un vero e proprio sistema per permettere alle navi dell’epoca di entrare in sicurezza nella baia, protetta, inoltre, da una secca, oggi a mezzo metro di profondità e che allora doveva essere alta due metri sul livello del mare proteggendo la baia dal maestrale. Questa è tra tutte le argomentazioni portate dal Pisu la più interesante e circostanziata, tanto che l’autore l’ha approfondita in un secondo libro che mi riprometto di leggere.

Anche se non prova il collegamento tra i Sardi e gli Shardana, che la Sardegna comunque abbia una marineria antica e di prestigio, questo si.

In breve tutto che quello che fino ad oggi è romano, fenicio, punico in sardegna avrebbe le sue origini nel periodo della marineria pre - nuragica e nuragica, solo che più si va indietro nel tempo più le tracce diventano difficili da segure e i nessi di causa ed effetto sfumano in suggestioni e leggende.

Certo, riuscire a provare che gli Shardana fossero effettivamente popoli sardi darebbe quello slancio in più alla storia dell’isola, conferendogli un alone di mito. In questo Pisu dimostra di conoscere bene anche le regole di quello che io chiamo marketing archeologico. Shardana sarebbe un marchio ideale per “vendere” al mondo una storia e una tradizione marinaresca millenaria e trasformare i sardi da pastori e contadini in popolo del mare e guerriero. Il carattere ce l’hanno sicuramente e tanto basta.

Il libro, comunque è interessantissimo sotto diversi aspetti. Contiene un sacco di notizie sul paesaggio marino della Sardegna sui suoi venti, e sulle tradizioni marinaresche del mediterraneo.

Gian Giacomo Pisu, La Flotta Shardana, storia, tecnica, mito e rotte, i Saggi, PTM Editrice, 2004 info@ptmeditrice.com



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4 Responses to “Gli Shardana - popoli del mare”

  1. shardanaleo Says:

    “SHARDANA I POPOLI DEL MARE” non è di Jakomo Pisu, ma di leonardo Melis. Giacomo ha scritto “LA FLOTTA SHARDANA” un libro sulla marineria di questo popolo… per onor di cronaca.. sorry!
    PS: i due sono amici e scrivono per la stessa casa editrice…

  2. webmaster Says:

    Si si, il titolo del post è caualmente uguale al libro di Melis ma in fondo al Post c’è l’indicazione bibliografica corretta. comunque grazie per la precisazione e invito tutto a dare uno sguardo al sito dedicato agli shardana e al lavoro di Leonardo Melis.
    www.shardana.org

  3. GianGiacomo Pisu Says:

    Come al solito Leo precisa sempre, complimenti e grazie per la precisazione. Un abbraccio GianGiacomo Pisu

  4. webmaster Says:

    Grazie a Lei Comandante per il suo lavoro

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