Prima di fare un corso di vela; pensateci. Prima di aprire un blog; pure




Stavo giusto giusto finendo di scrivere un bel post sulla Volvo Ocean Race, i prossimi world sailing games ISAF e gli europei di Hobie cat che ci saranno a giugno e due righe sulla Roma X 2 quando Windows ha crashato clamorosamente.

Ogni volta che succede mi viene da chiedermi chi me lo fa fare, all’una di notte. E mi sono ricordato che la stessa domanda me l’hanno posta in molti quando gli raccontavo delle levatacce per andare in barca e dei soldi spesi per la vela. La risposta è tutta in questa mail che inviaii qualche tempo fa all’ultimo chi me la pose.

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> L’ho sempre detto. Prima di fare un corso di barca a vela, pensateci. Il
> morbo, una volta contratto è devastante. Al risveglio, la mattina, ancor
> prima di far pipì, pensi al meteo. Esci sul balcone e con occhio rivolto
al cielo, lo scruti alla ricerca di segni premonitori della tempesta. “Appizzi”
le orecchie per cercare di capire da dove tira il vento e se butta a libeccio
> entri in casa e cerchi la cerata invece della giacca per andare al lavoro.
> Ti lavi di fretta la faccia come se dovessi montare per il tuo turno al
> timone. Ti siedi sul gabinetto cercando le cinghie con i piedi e cominci a
> sognare planate a trenta nodi con un’onda di poppa che ti spinge per 3
> miglia. Finita la planata ti alzi di scatto, come se fosse arrivata una
> raffica e con una certa angoscia ti prepari ad uscire. Se Dio te la manda
> buona e usi il motorino, il delirio continua. Con il Vento a go - go in
faccia controlli la posizione del sole alle 8.30 del mattino. Poggi a 120 all’ora
> sull’aurelia, lasciando la Roma - Fiumicino e subito dopo strambi per la
> maglianella. Prua a 270° per 5 miglia fino all’ufficio. Ormeggio di fretta
e via al computer. http://www.eurometeo.com/italian/home, meglio prepararsi
in > tempo per il ritorn,o sperando che il vento giri e non ti tocchi una bolina
> di 20 miglia fino a casa. Onde anomale alzate dai camion e correnti a 7
nodi > nelle pozzanghere rendono la vita dura sullo scooter.. Il meteo promette bene, quindi:
> pausa caffè. In banchina storie di mare con i colleghi e idee su barche
> viste l’ultima estate. Il Puritan goletta di 36 metri della categoria
> Spirit of Tradition emula dello schooner vincitore della edizione del
1870 della coppa america ormeggiata al porto di Ischia era uno spettacolo. Io
> vorrei comprarmi un finn, noooooo, meglio un hobie cat. Caffè Finito.
Tutti in coperta ricominciamo a lavorare. Intanto, sotterraneo, lungo le gambe,
un senso di disagio si impadronisce del tuo corpo, sale allo stomaco
raggiunge il cervello. “Voglio uscire in mare” urla l’ultimo neurone rimasto libero.
E tutti gli altri si zittiscono.

Se fate un corso di vela è molto probabile che molte delle vostre giornate, in futuro, assomiglino a questa.

Se aprirete un blog è aòtrettanto probabile che vi ritroviate presto a scrivere il vostro delirio all’una e ventidue della mattina.

Se usate windows XP farete aspettare chi legge il blog un’altro giorno per chiaccerare della Volvo Ocean Race, un’altro giorno ancora per World Games ISAF, tre giorni per gli europei di Hobiecat, quattro giorni per la Roma X 2

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