L’Act 12 e il male oscuro di Luna Rossa




W4V si è spostato in questi giorni. In Sardegna, Cala Sinzias, a 10 KM da Villasimius. Un posto straordinario. La Sardegna è la casa del vento, la patria del mare e commentare da qui la Luois Vuitton Cup ha tutto un’altro sapore.

Purtroppo la connettività è mobile e negli ultimi quattro giorni non sono riuscito a seguire le regate. Ho letto i comunicati stampa ufficiali e i report dell’organizzazione. Mi sono perso il migliore Act da quando è cominciata la rincorsa alla Coppa America.

Emirate Team New Zealand ha vinto, confemando che i neozelandesi sono ancora i migliori velisti al mondo e tutti gli altri di strada ne hanno da fare ancora tanta. Mascalzone Latino e + 39 hanno ben figurato e sono cresciuti.

Luna Rossa è la vera sconfitta di questo Act. Si era presentata alle semi finali con una bella vittoria su Alinghi e contro gli svizzeri si giocava l’ingresso in finale. Ha perso entrambe le regate.

Non ho visto le immagini in diretta, per fortuna, perchè altrimenti avrei avuto un infarto ma la chiave di volta di questo team e il suo male oscuro sta in queste parole tratte da un laconico comunicato stampa dell’organizzazione della coppa america:

Se nella prima sconfitta ITA 86 aveva poco da rimproverarsi - se non una scelta del campo che si rivelerà sbagliata per uno scherzo del vento - nella seconda il boccone è più amaro da mandare giù: con una mossa da manuale Spithill spinge Alinghi in anticipo sulla linea guadagnando tempo prezioso che si tradurrà in 23 secondi alla prima boa. Ma dopo aver condotto la regata sempre in testa, Luna Rossa lascia la barca svizzera sola nell’ultima poppa per ritrovarsela avanti al traguardo. Arrivando veloce dalla sinistra del campo, SUI 75 taglia con 29 secondi di vantaggio. Se ha sorpreso qualche errore tattico e soprattutto la mancanza di comunicazione nel pozzetto elvetico, che ha portato Holmberg in anticipo sullo start, va altresì notata la grande freddezza dell’equipaggio di Alinghi, capace di rimontare con la barca più vecchia nel gruppo dei ‘big team’

Quasi un presagio l’ultimo post. Il Tattico è sempre McKee e in afterguard l’ombra di Torben Grael pesa come un macigno su questa sconfitta.

Ovviamente nessuna dichiarazione o commento lascia trapelare di chi sia la responsabilità di una scelta tanto irresponsabile da far perdere una regata così importante ma la continuità e la testardaggine con cui questi episodi si ripetono a bordo di Luna Rossa da veramente da pensare.

Perchè continuano a non seguire una regola tanto semplice quanto stupida come quella della copertura della barca avversaria quando si è in testa?.

Chi prende queste decisioni e perchè De Angelis, Spithill o chi altro le seguono dopo tanti danni arrecati?

Non esiste congettura logica che possa spiegare questa volontà di sconfitta ma solo un’intervista, una testimonianza una parola chiarificatrice che arrivi dall’interno del team. Qualcuno che vorrà sfogarsi e sputare il rospo a questo punto ci dovrà pur essere dalle parti del team Prada. Garantendo l’anonimato della fonte, prego costui di farsi sentire. Scelga lui la testata più adatta, noi siamo qui, con il nostro lettino da psicanalisti virtuali ad ascoltalo, basta contattarci via e mail o per telefono e lo ascolteremo riportando fedelmente la confessione e lo sfogo per spiegare finalmente a milioni di tifosi il perchè di tanto autolesionismo.

Si eviteranno in futuro altri danni, causati dalla comprensibile voglia di rivalsa che porta un equipaggio esperto e capace di grandi imprese a virare in ritardo su una barca dotata di bompresso come BMW Oracle racing facendoselo infilare nella murata di sinistra all’altezza delle volanti, perdendo così un onorevole terzo posto.

Si, magari De Angelis ha ragione a dire in conferenza stampa che, tutto sommato, gli americani avrebbero potuto evitare la collissione. Ha ragione da vendere, fatto sta che, oltre al danno, Luna Rossa si becca anche la beffa e perde a tavolino 2-0.

Così va il mondo però, e forse, per evitare i danni creati da sciagurate “separazioni”, sarebbe opportuno separarsi da quei personaggi che continuano a giocare con la tattica come se si trattasse di una regata di circolo di cui vantarsi con gli atri soci. Il problema è che questo circolo si chiama Coppa America e che fino ad oggi c’è stato ben poco di cui vantarsi.

A questo punto non è un probelema di tattico, McKee, Grael o chicchessia ma di Skipper e di Team nel complesso, sù sù,fino a chi ha la responsabilità del progetto. Qualcosa deve cambiare o la Coppa in Italia resterà un miraggio.


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One Response to “L’Act 12 e il male oscuro di Luna Rossa”

  1. Waiting for Valencia 2007 » Ricominciamo! Ecco il punto della situazione Says:

    […] Il Louis Vuitton Act 12 è l’ultima fotografia che abbiamo. Emirates Team New Zealand fa paura, BMW Oracle Racing è quarta in classifica ma sembra più un problema di equipaggio che di barca che è probabilmente la più performante dopo quella dei defender. Vira come fosse su un cardine e riparte a razzo, si vede a occhio nudo. Problemi in pozzetto pure per Luna Rossa ma di questo ne abbiamo già parlato. Mascalzone Latino è piaciuto ed è in crescita, il team è robusto, hanno una barca nuova e forse una la metteranno in cantiere. Hanno vinto la metà dei match race salendo dal nono al quinto posto se dovessero continuare a crescere allo stesso ritmo ne vedremo delle belle. Belle anche le performance di Shosholoza che dall’11° posto sale al sesto davanti al team spagnolo. Per un esordiente è sicuramente un risultato di tutto rispetto ed il contributo di Paolo Cian e Tommaso Chieffi è senz’altro un valore aggiunto.+ 39 ha pagato i problemi di budget che per fortuna sembrano risolti e ha dovuto affrontare la competizione con uno scafo che orami aveva dato tutto. Per il team siculo gardesano è come ricomincicare da zero. Il team italiano comunque sembra messo meglio di United Germany e Areva Challenge alle prese con problemi su tutti i fronti. […]

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